Storia di Cla
Salve dal sito di arcigay Catania sono arrivata qui...ho letto un po' di storie molto simili alle mie, particolarmente quelle delle persone che hanno la mia stessa età. Ho 18 anni compiuti da nemmeno due mesi...il mio coming out l'ho fatto a 16 anni con mia madre, l'unica a sapere di me della famiglia. Più che per una scelta personale l'ho fatto per una ragazza ma purtroppo mi ero fatta ingannare dalla mia immaturità... Quel giorno ho distrutto il rapporto con mia madre, non se lo aspettava anzi credeva le dicessi fossi in gravidanza e lo avrebbe preferito rispetto a ciò. Stava quasi per svenire e per circa un mese non ci siamo parlate, anche se poi abbiamo cercato di riprendere i rapporti è impossibile perché mi vieta di andare in luoghi dove sa che potrei incontrare qualcuno, e da quel giorno pensa sempre in modo malizioso se posso dirlo di me. Non mi ha accettato nonostante lei dicesse che accettava i gay... ma la maggior parte dei genitori hanno questa reazione. Sono fidanzata da un anno con una ragazza molto distante da me... Roma... Catania, abbiamo passato momenti brutti e vorrei tanto confidarmi con mia madre ma ogni volta che provo ad aprire l'argomento si agita...consigli?
Cara Cla,
la situazione che stai vivendo è sì simile a molte storie che leggi sul nostro sito, comprendiamo le difficoltà che ci racconti perché la relazione con tua madre ci dici che si è rovinata, prova a spostare il dialogo con lei su ciò che rende felice te, cioè la tua felicità è stare con la tua ragazza.
Molte volte i genitori reagiscono in maniera forte perché improvvisamente viene a cadere l'idea che loro si erano costruiti dei propri figli. Tenta di instaurare un rapporto che permetta di farle capire che tu sei sempre la stessa ragazza di prima, ma che le tue esigenze sono diverse da quelle che lei ha pensato per te.
Ti facciamo i nostri migliori auguri
Dott. Andrea Norcini Pala e Dott. Luca Pietrantoni
Storia di Anna
Ho diciotto anni, a sedici la mia vita ebbe una svolta: la psicologa mi disse, dopo averle riferito alcune cose, che mi piacevano le ragazze! Fin da piccola il mondo omosessuale mi incuriosiva ma non lo approfondivo più di tanto, e creando storie mie incominciai a metterla come tematica, e c'era anche nelle fantasie sessuali. Ed ebbi una esperienza con una mia amica che non mi lasciò indifferente. Ma i ragazzi mi piacevano comunque e non mi ponevo domande fino alla svolta. Sono stata male, anche perché non potevo dichiararmi a C., una mia ex compagna di classe, e compresi a un certo punto che la mia strada era in salita. Provo sensazioni con entrambi i sessi a uno semplice sguardo, parola, tocco, e nei visi delle persone percepisco dei tratti a seconda del sesso opposto. In famiglia non lo sa mia madre, che dà per scontata la mia eterosessualità, aspettandosi da me un ragazzo (dovetti mentirle sulla ragazza che mi piaceva) e mi duole non poterglielo dire. Addirittura nei miei sogni litigo con lei, e per il motivo dell'omosessualità. E poi c'è un altro problema: purtroppo è instabile mentalmente. Vorrei sapere cosa ne pensate e cosa potrei fare.
Cara Anna,
è comprensibile il tuo stato d'animo, da un lato hai la tua vita che stai vivendo in una maniera così spontanea e dall'altra senti la voglia e il bisogno di parlare dei tuoi affetti con le persone per te importanti. Crediamo che viversi serenamente la propria omosessualità sia già una cosa positiva, per quanto riguarda la voglia che hai di parlarne con tua madre comprendiamo che tu abbia il dubbio se dirle tutto o meno, pensando poi alla sua situazione che tu definisci instabile probabilmente potresti pensare di iniziare a parlarne in maniera graduale, tu hai avuto molto tempo per elaborare e realizzare quale sia il tuo orientamento sessuale, dai il tempo anche a tua madre di poterlo fare, del resto ci dici che lei dà per scontata la tua eterosessualità.
I nostri migliori auguri
Dott. Andrea Norcini Pala e Dott. Luca Pientrantoni
Storia di Francesca da Napoli
Salve mi chiamo Francesca e sono fidanzata da un anno e 1 mese con la mia compagna.
Un paio di mesi fa il padre di lei venne a conoscenza della nostra relazione e ci minacciò di dirlo ai miei.
Io faccio venire la mia ragazza a casa mia a vivere da me, ma una bella mattina arrivò una telefonata di suo padre che raccontò tutto a mia madre. Mia madre ci restò male ma dopo poche ore accettò la cosa facendo rimanere la mia ragazza ankora per 3 mesi. In questi tre mesi i suoi hanno contattato il parroco della mia parocchia, hanno fatto di tutto per metterci i bastoni fra le ruote. Mia madre non ha mai voluto far sapere della nostra relazione a mio padre per non dargli un dispiacere. Io non ho mai avuto il coraggio di dirlo ai miei e non credo che l'avrò. La mia ragazza in questi mesi ha avuto vari colloqui con i genitori sia di persona che telefonicamente e loro hanno sempre minacciato sia me che lei. Hanno messo in condizione tale che la mia ragazza tornasse a casa dicendo che il loro dovere di genitore è rassicurare un futuro ai propri figli. Hanno promesso alla propria figlia che se tornava a casa loro gli avrebbero trovato un lavoro, che tutti i soldi guadagnati li conservava per andarsene un giorno e fare quello che voleva con chi voleva in piu dissero di non accettare la relazione tra me e lei ma comunque le avrebbero concesso di farci vedere una volta a settimana. Siamo state messe in una situazione che o facevamo cosi o loro sarebbero venuti a casa mia e avrebbero detto tutto a mio padre. Loro sanno molte cose di noi e noi non abbiamo mai saputo come, non so se ci spiano o ci controllano, sono venuti anche a conoscenza del fatto che mio padre non sapesse di noi. Sono 24 ore che la mia ragazza è tornata a casa e proprio stasera abbiamo saputo che tutte le promesse fatte dai suoi genitori sono solo stati inganni per farla tornare a casa. Adesso siamo rimaste cosi spiazzate dalle loro bugie e dai loro inganni, ci troviamo a non saper affrontare la situazione soprattutto perchè i suoi genitori non accetteranno mai la nostra relazione e avendo la figlia in casa loro non le permetteranno di continuare questa storia. Sono arrivati anche a controllare la figlia sulle telefonate,la stanno privando della sua libertà. Io non chiedo molto voglio solo avere un aiuto per farci vivere come delle persone normali e vivere la nostra vita con la persona che amiamo. Vi prego aiutateci abbiamo tanto bisogno del vostro aiuto. Cosa possiamo fare?
Francesca da Napoli
Cara Francesca,
la situazione che ci hai descritto è sicuramente molto complessa, difficile dire cosa bisogna fare non conoscendo le persone coinvolte né possiamo dire noi cosa fare. Ciò che invece ci sentiamo di dirvi è che la relazione fra voi è una risorsa che può offrire reciproco sostegno, le decisioniche sentirete di voler prendere non saranno facili, pertanto ciò che pensiamo di potervi suggerire è di cercare il modo di stare bene insieme, vivere al meglio una relazione che, a quanto capiamo, è importante per voi. Per quanto riguarda il rapporto con i vostri genitori, possiamo consigliare di provare a far capire loro che la vostra storia rappresenta una fonte di felicità e che questo non cambierà l'affetto nei loro confronti.
I nostri migliori auguri
dottor Andrea Norcini Pala e dottor Luca Pietrantoni