Storie di famiglie

Qui di seguito troverai le storie di persone che hanno saputo che un loro familiare o un loro amico è omosessuale. Hanno deciso di condividere le loro emozioni. A volte hanno provato dispiacere, vergogna, senso di colpa, imbarazzo ma nella maggior parte dei casi ha prevalso l'affetto e l'amore della famiglia. Qui troverai anche le storie di persone omosessuali che raccontano la loro esperienza nella famiglia di origine.

RACCONTA ANCHE TU LA TUA STORIA


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Storia di LonelyCN

Scrivo la mia storia nella speranza di trovare qualcuno che mi possa dare una propria sincera opinione, senza essere spinto dal desiderio sessuale. Io sono un semplice ragazzo di 21 anni come tanti altri, e proprio come molti ho patito molto e patisco tutt'ora l'essere diverso. La mia diversita' e' data dal mio stile di vita, dalle mie amicizie e dal mio orientamento sessuale, appesantito dalle mie origini asiatiche. E' risaputo che la mia comunita', quella cinese, e' di mentalita ristretta, oserei dire primitiva. E crescere con la consapevolezza di essere dove e chi non sarei dovuto essere, mi ha quasi totalmetne ed interiormente logorato. Sono consapevole di essere attratto psicologicamente e fisicamente dal mio stesso sesso da quando ne ho ricordo, ma l'accettarlo e' stata la parte piu' ardua. Ho avuto il coraggio di confessare quello che sono solo a pochi parenti ed amici intimi (genitori esclusi), che putroppo non include il mio migliore amico, e questo e' un'altra situazione che mi atterrisce. Avevo sempre pensato che nel dire addio alla mia adolescenza, queste angosce sarebbero andate vie con lei, purtroppo pero, mi rendo conto solo ora che, finche' non prendero' una drastica decisione, la situazione non puo' migliorare. Tutti i miei coetanei cinesi, tra lavoro, avviare una propria attivita', fidanzamenti o matrimoni si stanno sistemando, e girandosi verso di me, nel vedere un ragazzo di discreta presenza e carattere amichevole non aver mai avuto una ragazza, sorge il fatitico dubbio... Forse dovrei iniziare a cercare persone piu' simili a me e smettere di fingere di essere quello che non saro; mai... Sarebbe d'aiuto avere forse qualcuno come me con cui confrontarsi... Grazie per l'attenzione Caro LonelyCN, il percorso che stai facendo ti crea un po' di disagio, stai scoprendo che la tua identità non corrisponde all'idea che gli altri hanno di te e questo genera anche conusione. Comprendiamo il tuo bisogno di condividere la tua vita piuttosto che nasconderla con persone che non abbiano interessi secondari. Ciò che ci sentiamo di consigliare è di rivolegerti ad un'associazione come ARCIGAY o AGEDO o altre associazioni che possono accogliere le tue richieste e offrirti supporto durante questa delicata fase del tuo percorso. con i migliori auguri Dott. Andrea Norcini Pala e Dott. Luca Pietrantoni

Storia di Vanne

ciao a tutti, sono un ragazzo di diciotto anni e da pochissimo ho cominciato un percorso psichiatrico con lo scopo di cambiare sesso in futuro. La mia storia è un po' lunghetta, lunga e complicata: a tredici anni sono iniziati i miei disagi, disagi che non vi racconto visto che se siete gay o lesbiche avete provato anche voi, comunque io non sono stato forte, ci ho messo quattro anni ad accettarmi e per quattro anni ho guardato le donne! Ho odiato l'omosessualità! Ho fatto di tutto per guardare chi è trans o gay come una persona diversa da me! tutto quest'odio che mostravo nei confronti dei gay ma ogni tanto sentivo di appartenere a questo mondo, e non solo! Io volevo appartenere a questo mondo! Sì perché era una cosa che si generava dentro di me, nella mia anima, poi però, cercavo di reprimerla! (la tipica sindrome del gay represso! io so bene che esistono i gay repressi! persone che non hanno mai accettato se stessi proseguendo una vita da eterosessuale pur sentendo in cuor loro che essa non è la loro vita! io lo so bene perché sono stato uno di loro, vorrei tanto poter dire a tutti i gay repressi che non è giusto che loro soffrano solo per poter "andare d'accordo con il mondo" vorrei tanto poterlo fare ma non posso perché un gay represso non ammetterà mai di aver avuto dei problemi di identità in passato così come non ammetterà di averli spesso. Comunque tornando a me... quest'estate mi sono accettato per ciò che sono interiormente: una donna. Ho cominciato un percorso psichiatrico come ho già detto, la mattina del 31 dicembre ho detto la verità a mia madre, niente di programmato, niente di deciso, mi è uscito spontaneo e lei l'ha presa benissimo, dice che l'unica cosa che le interessa è che io trovi una mia dimensione di vita e di sessualità, questo mi ha aiutato. Ora mia madre vuole prendere un appuntamento con la mia psicologa, solo lei, la psicologa che mi sta seguendo e mio padre, pensa che sarebbe meglio che lui lo venga a sapere con il supporto di una dottoressa, della dottoressa che mi accompagnerà nel terribile viaggio della transizione, secondo voi è giusto che lui lo sappia così? Caro Vanne, grazie di aver voluto condividere la tua storia e il tuo percorso di conoscenza di te stesso, le parole che ci scrivi possono essere di aiuto a chi come te sta attraversando un momento di esplorazione. Quando si vive la propria natura senza limiti traspare la felicità che hai condiviso con noi, per quanto riguarda ciò su cui ci chiedi un parere, pensiamo che tuo padre potrebbe venirlo a sapere con il supporto di tua madre, che da quanto ci dici ha anche accettato la tua scelta di intraprendere il percorso del cambio di sesso. La tua voglia di condividere la tua vita con tuo padre è comprensibile e ti vorremmo incoraggiare a chiedere il sostegno anche di tua madre e in seconda istanza anche della tua terapeuta che può aiutarvi ad affrontare eventuali difficoltà. I nostri migliori auguri Dott. Andrea Norcini Pala e Dott. Luca Pietrantoni

Storia di Ros

Cari amici oggi ho scoperto l'esistenza di questo magnifico sito forse per una disperata voglia di conforto ho messo in google "genitori di figli omossessali" e zac siete usciti voi.

Veniamo ai fatti. Innanzi tutto voglio chiedere scusa a tutti coloro che con le mie parole dovessi ferire inconsapevolmente, atteso che, si tratta di un territorio pieno di insidie, pieno di piccole crepe presenti in cuori che appartengono a genitori e figli sia che essi siano etero, omo, gay, lesb ecc.

Sono un uomo di 43 anni sposato da 19 anni l'età giusta di mio figlio : Il mio unico e splendido figlio. (non vi nego che piango mentre scrivo questa lettera e perciò vi chiedo di scusa)

Sono il prototipo di uomo deficente, etero al 100%, che ha avuto un casino di ragazze ecc...

Ho sempre avuto parole dolci, comprensive e ho sempre difeso il mondo diverso dei gay, degli omo lesbo ecc...

Ma poi improvvisamente è toccato anche a me: ho scoperto da oltre un anno che mio figlio forse è omosessuale o gay, uso il forse perchè come già detto sono il prototipo di uomo deficente che spera ancora.

E' molto difficile riuscire a scrivere quello che provo o che ho provato. Da allora soffro molto perchè amo mio figlio come penso tutti voi genitori.

Non mi sono perso d'animo e ho parlato con lui tra comprensibili bugie + o - è iniziato il ns rapporto confidenziale che dura ancora e spero duri per sempre.

 Ormai penso di aver passato tutti gli stadi insieme a mio figlio, dallo psicologo,alle sperate confusioni e temporanee  crisi di identità sessuale, passando per cercare di procurare belle ragazze ecc... favorire incontri eccc.

Ieri ho appreso del nuovo fidanzato e ogni volta sprofondo nella tristezza e nel pianto.

Spero che lui non capisca e non si accorga della mia sofferenza, con lui rido, ci scherzo gli dico che in me ha il suo migliore amico gli parlo dei pericoli dell'AIDS UNICO VERO MIO SPAVENTO, gli compro profilattici e glieli metto in macchina insomma credo di aver un buon rapporto con lui.

Ma mi sento in colpa perchè so dentro di me che se venisse a dirmi Papà sono etero ho messo una ragazza incinta, ciò che prima poteva apparirmi un disgrazia sarebbe per me fonte di una felicità enorme.

Ho tanta paura per il suo futuro.

Mia moglie sa e non sa,  si illude continua a dire no passerà ecc....

Ma io sento che non è così. E' passato più di un anno e nulla è cambiato. Unica mia consolazione è che lo vedo sereno e che il suo amico da quello che ho capito deve essere un bravo ragazzo come lui.

Se penso alle reazioni interiori di noi genitori da me per primo, all'inizio pensavo è colpa di internet, poi sono gli altri che lo hanno influenzato, sono stato severo quando era piccolo, una volta l'ho menato ecc.

Ho tanta paura

Grazie per avere permesso questo sfogo.

Non mi firmo solo per un senso di protezione verso mio figlio

Ciao   

 

 

Caro Ros, ti ringraziamo per la tua testimonianza che riteniamo essere preziosa per i genitori e i figli che vivono una situazione come quella tua e di tuo figlio. Il tuo timore che esprimi è comprensibile, soprattutto perché ti stai confrontando con qualcosa per te nuovo, parli di cambiamento da parte di tuo figlio (o mancato cambiamento nell'ultimo anno), ti vogliamo offrire uno spunto su cui riflettere: dici che tuo figlio in un anno non è cambiato, potreste provare a cambiare insieme il vostro rapporto? Sebbene tu ti sia definito più volte deficiente, noi, al contrario, troviamo tu non abbia alcuna mancanza (deficiente viene dal latino deficere che significa mancare) e anzi l'amore per tuo figlio che traspare dalle tue parole è una ricchezza che fa da collante al contesto e la situazione che ci descrivi. La felicità di tuo figlio non dipende dal suo orientamento sessuale, dipende dalle relazioni che riesce ad instaurare, dall'affetto che riceve, dalla soddisfazione lavorativa e tanti altri fattori. Non c'è qualcuno che ha colpa, né tu né tantomeno tuo figlio. La mail che ci invii è un primo passo verso l'apertura, verso una sorta di coming out, cioè una maggiore comunicazione “sincera” con tuo figlio, rispetto ai tuoi timori verso il futuro e la sua felicità. Questo potrebbe unirvi ancora di più, una crescita verso una ristrutturazione del vostro rapporto. La condivisione delle tue emozioni e dei tuoi pensieri pensiamo possa aiutare ad avvicinarvi ancora di più, le parole che hai scritto esprimono un amore che quando non allontana due persone ma le avvicina e le unisce. Anche verso tua moglie puoi provare a parlarne in maniera sincera, con tutto l'amore che sei stato in grado di far trasparire nella mail che ci hai inviato. Ti ringraziamo davvero molto per la tua testimonianza e per la delicatezza utilizzata nel descrivere la tua situazione. In ultimo, l'AIDS è una malattia che può colpire chiunque a prescindere dall'orientamento sessuale, l'informazione e la prevenzione sono le armi che abbiamo a disposizione. I nostri migliori auguri Dott. Andrea Norcini Pala e Dott. Luca Pietrantoni

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