Storie di famiglie
Qui di seguito troverai le storie di persone che hanno saputo che un loro familiare o un loro amico è omosessuale. Hanno deciso di condividere le loro emozioni. A volte hanno provato dispiacere, vergogna, senso di colpa, imbarazzo ma nella maggior parte dei casi ha prevalso l'affetto e l'amore della famiglia.
Qui troverai anche le storie di persone omosessuali che raccontano la loro esperienza nella famiglia di origine.
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Storia di Ros
Cari amici oggi ho scoperto l'esistenza di questo magnifico sito forse per una disperata voglia di conforto ho messo in google "genitori di figli omossessali" e zac siete usciti voi.
Veniamo ai fatti. Innanzi tutto voglio chiedere scusa a tutti coloro che con le mie parole dovessi ferire inconsapevolmente, atteso che, si tratta di un territorio pieno di insidie, pieno di piccole crepe presenti in cuori che appartengono a genitori e figli sia che essi siano etero, omo, gay, lesb ecc.
Sono un uomo di 43 anni sposato da 19 anni l'età giusta di mio figlio : Il mio unico e splendido figlio. (non vi nego che piango mentre scrivo questa lettera e perciò vi chiedo di scusa)
Sono il prototipo di uomo deficente, etero al 100%, che ha avuto un casino di ragazze ecc...
Ho sempre avuto parole dolci, comprensive e ho sempre difeso il mondo diverso dei gay, degli omo lesbo ecc...
Ma poi improvvisamente è toccato anche a me: ho scoperto da oltre un anno che mio figlio forse è omosessuale o gay, uso il forse perchè come già detto sono il prototipo di uomo deficente che spera ancora.
E' molto difficile riuscire a scrivere quello che provo o che ho provato. Da allora soffro molto perchè amo mio figlio come penso tutti voi genitori.
Non mi sono perso d'animo e ho parlato con lui tra comprensibili bugie + o - è iniziato il ns rapporto confidenziale che dura ancora e spero duri per sempre.
Ormai penso di aver passato tutti gli stadi insieme a mio figlio, dallo psicologo,alle sperate confusioni e temporanee crisi di identità sessuale, passando per cercare di procurare belle ragazze ecc... favorire incontri eccc.
Ieri ho appreso del nuovo fidanzato e ogni volta sprofondo nella tristezza e nel pianto.
Spero che lui non capisca e non si accorga della mia sofferenza, con lui rido, ci scherzo gli dico che in me ha il suo migliore amico gli parlo dei pericoli dell'AIDS UNICO VERO MIO SPAVENTO, gli compro profilattici e glieli metto in macchina insomma credo di aver un buon rapporto con lui.
Ma mi sento in colpa perchè so dentro di me che se venisse a dirmi Papà sono etero ho messo una ragazza incinta, ciò che prima poteva apparirmi un disgrazia sarebbe per me fonte di una felicità enorme.
Ho tanta paura per il suo futuro.
Mia moglie sa e non sa, si illude continua a dire no passerà ecc....
Ma io sento che non è così. E' passato più di un anno e nulla è cambiato. Unica mia consolazione è che lo vedo sereno e che il suo amico da quello che ho capito deve essere un bravo ragazzo come lui.
Se penso alle reazioni interiori di noi genitori da me per primo, all'inizio pensavo è colpa di internet, poi sono gli altri che lo hanno influenzato, sono stato severo quando era piccolo, una volta l'ho menato ecc.
Ho tanta paura
Grazie per avere permesso questo sfogo.
Non mi firmo solo per un senso di protezione verso mio figlio
Ciao
Caro Ros, ti ringraziamo per la tua testimonianza che riteniamo essere preziosa per i genitori e i figli che vivono una situazione come quella tua e di tuo figlio. Il tuo timore che esprimi è comprensibile, soprattutto perché ti stai confrontando con qualcosa per te nuovo, parli di cambiamento da parte di tuo figlio (o mancato cambiamento nell'ultimo anno), ti vogliamo offrire uno spunto su cui riflettere: dici che tuo figlio in un anno non è cambiato, potreste provare a cambiare insieme il vostro rapporto? Sebbene tu ti sia definito più volte deficiente, noi, al contrario, troviamo tu non abbia alcuna mancanza (deficiente viene dal latino deficere che significa mancare) e anzi l'amore per tuo figlio che traspare dalle tue parole è una ricchezza che fa da collante al contesto e la situazione che ci descrivi. La felicità di tuo figlio non dipende dal suo orientamento sessuale, dipende dalle relazioni che riesce ad instaurare, dall'affetto che riceve, dalla soddisfazione lavorativa e tanti altri fattori. Non c'è qualcuno che ha colpa, né tu né tantomeno tuo figlio. La mail che ci invii è un primo passo verso l'apertura, verso una sorta di coming out, cioè una maggiore comunicazione “sincera” con tuo figlio, rispetto ai tuoi timori verso il futuro e la sua felicità. Questo potrebbe unirvi ancora di più, una crescita verso una ristrutturazione del vostro rapporto. La condivisione delle tue emozioni e dei tuoi pensieri pensiamo possa aiutare ad avvicinarvi ancora di più, le parole che hai scritto esprimono un amore che quando non allontana due persone ma le avvicina e le unisce. Anche verso tua moglie puoi provare a parlarne in maniera sincera, con tutto l'amore che sei stato in grado di far trasparire nella mail che ci hai inviato. Ti ringraziamo davvero molto per la tua testimonianza e per la delicatezza utilizzata nel descrivere la tua situazione. In ultimo, l'AIDS è una malattia che può colpire chiunque a prescindere dall'orientamento sessuale, l'informazione e la prevenzione sono le armi che abbiamo a disposizione. I nostri migliori auguri Dott. Andrea Norcini Pala e Dott. Luca Pietrantoni
