Storie di famiglie

Qui di seguito troverai le storie di persone che hanno saputo che un loro familiare o un loro amico è omosessuale. Hanno deciso di condividere le loro emozioni. A volte hanno provato dispiacere, vergogna, senso di colpa, imbarazzo ma nella maggior parte dei casi ha prevalso l'affetto e l'amore della famiglia. Qui troverai anche le storie di persone omosessuali che raccontano la loro esperienza nella famiglia di origine.

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Storia di paola

...sono mesi che cerco notizie , informazioni , risposte ai miei dubbi , sono la madre di un meraviglioso bambino di quasi sette anni , dentro di me , nel profondo del mio cuore , sò che è Gay , mi spaventa l'idea di mettergli un'etichetta già da così piccolo , ma non posso neanche ignorare i suoi segnali , le sue richieste di aiuto , hanno incominciato a prenderlo in giro già dall'asilo e questa cosa mi ha ferito molto , all'età di cinque anni , mi ha detto in lacrime , " sono un mostro , nessuno vuole giocare con me " , ho provato un grande dolore , le maestre dell'asilo , mi hanno consigliato di portarlo da uno psicologo , anche perchè stà diventando un bimbo molto insicuro , trattiene troppo per la sua giovane età , ci abbiamo provato , ma è stato peggio , lui , l'ha vissuta come la conferma della sua diversità , .. mi ha chiesto se esistono altri bambini come lui , gli ho risposto che ce ne sono tanti , ho cercato di rassicurarlo, ma non conosco altri bimbi !, gli ho spiegato che ha un'animo femminile e che questa cosa è molto bella ma forse non viene capita da tutti , però l'istinto materno mi porta a cercare di proteggerlo e cerco di spiegargli che è meglio se non si espone troppo , ma così facendo lo faccio sentire sbagliato , è veramente difficile essere una buona madre ed aiutarlo a crescere ,cercando di sviluppare i suoi talenti ( qualunque essi siano , tra l'altro ama molto la danza) , ed al tempo stesso proteggerlo dall'impreparazione della gente ( e delle insegnanti ) , ho dovuto spiegar loro che per noi , come genitori , non è un problema se gioca solo con le bambine , ma che non dovevano permettere che venisse deriso dai compagni per questo ( cosa che invece hanno fatto ! ), sempre dalle maestre sono stata accusata di aver sbagliato ad assecondarlo , non avrei dovuto regalargli bambole e Barby, ed allora spesso sono confusa , non so cosa devo fare , voglio solo che sia felice , lavoro nel mondo della moda , conosco moltissimi ragazzi gay , li ho intervistati tutti sulla loro infanzia e adolescenza ,purtroppo la maggior parte mi hanno detto che è stata un'inferno ! Non vorrei che per mio figlio fosse così . Mi piacerebbe presentargli altri bimbi come lui , che capisse che non è il solo . Nel frattempo cerco di prepararlo a farsi carico della sua diversità , anche se cerco sempre di mediare, per carnevale , voleva un vestito da principessa , abbiamo di comune accordo optato per un'abito da mago Merlino !, Non è per niente facile non urtare la sua sensibilità ed al tempo stesso non esporlo al ridicolo . E sopratutto , avrei bisogno di qualcuno che mi indichi se la strada è quella giusta , spero di conoscere altri genitori che ci sono passati o che stanno vivendo questa fase , grazie a tutti . Paola

Cara Paola,

la sua storia è molto intensa e commovente. Mi sembra che lei stia cercando di confrontarsi con i suoi interrogativi e i suoi dubbi. Per poter scambiare esperienze con i genitori provi a contattare una sede a lei vicina dell'AGEDO. Mi sento soltanto di dirle che ognuno di noi ha in sé un animo femminile e uno maschile e le suddivisioni che fa la società tra maschi e femmine sono puramente culturali. Se a suo figlio (lo chiami per nome, è una persona!) piace giocare con le bambole non c'è niente di male e non ha a che vedere con l'orientamento sessuale: vuol solo dire che lui sente cosa gli piace e lei non hai pregiudizi a consentirglielo. Molti genitori invece inducono i figli a giocare secondo le suddivisioni che la cultura impone, secondo aspettative conformistiche che vanno aldilà dell'attitudine dell'altro. Chissà quante bambine vorrebbero giocare con le macchinine! In un certo senso lei e suo figlio siete più autentici. Certo questo per quel tipo di società che ordina e impone il giusto modo di comportarsi non è bene. E lei ci si scontra, ad esempio con le insegnanti. L'inferno dei suoi amici è molto brutto, forse lo sta vivendo anche suo figlio in parte. Eppure questo è il segno della sua libertà, del suo desiderio di essere ancora bambino, cosa che molti adulti non sanno più essere. Tutti noi dovremmo conservare un cuore di bambino dentro. Non so se ci siano altri fattori che impediscono a suo figlio di relazionarsi con gli altri, sarebbe importante approfondire la vostra storia. Io, comunque, non credo che debba esporsi meno e mi domando se è diventata più una sua paura che una paura di suo figlio. Esponendosi, infatti, ci si accorge che gli altri sono molto meno sicuri di sé di quanto non sembri. E questo, mi chiedo, forse vale anche per lei. So che non è facile. Ma continui così, non si rassegni.

I miei più cari auguri,

dott. Enrico de Sanctis

 

Blog:  http://psicologo-milano.blogspot.com

Sito: www.enricodesanctis.it

 


Storia di Vanne

Salve, sono sempre io, la stessa Vanne che qualche mese fa ha raccontato la sua storia che ora sta alla pagina numero due del sito. Vi scrivo per chidere aiuto, perchè sono molto preoccupato. Dunque, io sono uno scout! faccio parte di un gruppo scout per ragazzi dai sedici ai ventuno anni, e io ne ho diciotto. Sono molto nervoso perchè nell'ultimo anno, spesso ci siamo incontrati con un altro gruppo scout, in cui c'è un ragazzo che mi piace tantissimo, anche se lo visto pochissimo! non ho fatto altro che pensare a lui negli ultimi mesi! sono veramente stra cotto e non me ne vergogno! (mai vergognarsi dell'amore che è la cosa più bella che esiste al mondo, questa è una piccola parentesi che ho messo per chi è omosessuale, innamorato, e pensa di doversi vergognare). Solo che naturalmente, subentra in me una certa preoccupazione! perchè a settembre questo bellissimo ragazzo, che io anche se non conosco bene sento già che amerò con tutto il mio cuore, passerà nel mio gruppo. E li sarà un bel casino, perchè questo significherà vederlo minimo una volta a settimana! significherà non poter aprire bocca durante i raduni scout senza pensare che lui in quel momento mi sta ascoltando! e avere quindi paura di fare figuraccie, significherà fare attività con lui e quindi inevitabilmente doverci parlare anche se sentirò una fitta allo stomaco... ma non è questo il punto! perchè il problema che vi ho appena descritto può avercelo un gay come può avercelo un etero! il problema che invece gli etero sessuali (con tutto il rispetto per gli etero sessuali) non hanno e non avranno mai, è quello di innamorarsi di una persona che potrebbe avere il pregiudizio di considerare il tuo amore per lui una perversione quando in realtà non lo è afatto! quando in realtà è semplicemente un magnifico sentimento che in pochi capirebero. E io ho paura di questo invece! di essere considerato un pervertito da lui e dagli altri quando la mia storia salterà fuori! anche se c'è da dire una cosa importante, qualcuno nel gruppo sa già di me e non mi considera un pervertito per niente! ma non è questo il punto, il punto è che ho paura di cosa penserà lui! ho paura che mi odierà! non so che fare. Qualche giorno fa avevo pensato ad un piano, dunque: lui entra nel mio gruppo, io comincio a parlarci, ci divento amico, ci rido e ci scherzo assieme, faccio in modo che lui senta di potersi confidare con me, di potermi dire tutto! si insomma... cerco di istaurare un rapporto di amicizia intensa! e poi quando sento che è arrivato il momento giusto... mi dichiaro e mi aggrappo alla speranza dell'amicizia che avrò creato fra me e lui per non farmi detestare da lui o non farmi considerare un perverso. Ma questo piano potrebbe anche non funzionare... e poi mi sentirei colpevole, io sono una persona buona d'animo e non so se riuscirei ad istaurare un amicizia intensa con un secondo fine! mi sentirei colpevole!! vi prego aiutatemi voi! consigiatemi!!

 

Caro Vanne, 

mi sembra molto importante quando sottolinea che il suo problema non è soltanto la possibilità di un amore non corrisposto quanto il terribile e ingiusto vissuto dell'omofobia, di non essere accettati per quello che si è. Sembra che lei stia vivendo la stessa sensazione di paura e disprezzo di chi è contro l'omosessualità, come se anche lei odiasse la sua omosessualità e avesse vergogna di quello che desidera. L'omosessualità non è una malattia né una perversione. E' un orientamento sessuale che sarebbe molto più comune se non vi fosse l'induzione sociale a essere eterosessuali. So che bisogna fare i conti con gravissimi pregiudizi, ma è indispensabile, Vanne, che anche lei inizi a farsi un'idea di come nascono e si mantengono i pregiudizi e che cosa significano malattia e perversione. E' sicuro che chi dica questo dell'omosessualità dica il vero? Quanto a quel ragazzo a me spiace che lei debba prima diventare suo amico, così dimostrandogli di essere una persona di cui non aver paura. Lo dice lei, il suo fine è un altro ed è giusto che lei lo persegua. Sento da una parte il peso dell'omofobia, dall'altra il desiderio della libertà. Che ne dice, lasciamo un po' di spazio a quest'ultima e vediamo che succede? 

Un saluto,

dott. Enrico de Sanctis 

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Sito: www.enricodesanctis.it

 


Storia di LAURA

innanzi tutti complimenti per il sito, che mi è di grande utilità in questo periodo. Mi chiamo Laura e ho 16 anni. Ho avuto due storie ( una a 14 e una a 16 anni) di circa 6 mesi l'una con due ragazzi. Credevo di essere innamorata di loro, ma in realtà volevo loro bene come se fossero dei fratelli. Sono lesbica, e in fondo l'ho sempre saputo. Mi sono innamorata di una ragazza della mia scuola di un anno più grande di me, che so essere lesbica. Le ho mandato delle lettere anonime ( e mi vergogno un po' a dirlo) ma presto mi dichiarerò di persona, spero. Finora ho fatto coming aut solo con una delle mie migliori amiche, e lei è stata fantastica, come sempre. Vorrei dirlo ai miei genitori, ma ho paura che lo prenderebbero come un semplice sintomo di smarrimento e confusione passegera. Mi spiego meglio: mio padre e mia madre si sono da poco separati dopo 20 anni di matrimonio, e sia io che mia sorella abbiamo risentito di questo (come succede sempre in questi casi). Io in particolare ho avuto un momento in cui mi sentivo molto giù, e ne ho parlato con mia madre. Non vorrei che i miei genitori collegassero la loro separazione con la mia dichiarazione di omosessualità, cose del tutto estranee tra loro. I miei sono persone apertissime e so che mi daranno sostegno amore al di là del mio orientamento sessuale. Al di là di questo fatto del divorzio, non saprei proprio come affrontare un eventuale coming out; i miei infatti non sospettano neanche minimamente che sia lesbica. I miei due "fidanzati" hanno conosciuto sia mia madre che mio padre, e fra i miei e loro si è instaurato in entrambi i casi un rapporto sereno e informale. Non so proprio come avvicinarmi a ques'argomento e soprattuto come giustificare il mio passato ( anche se breve) da eterosessuale. Sono anche un po' incerta sul come dichiararmi a questa ragazza di cui sono innamorata, perchè a scuola tutti mi hanno vista con Francesco ( l'ultimo dei due) e tutti danno per scontato la mia eterosessualità. E cosa da non sottovalutare è che quando la vedo mi sembra di perdere la parola dalle emozioni che fa scaturire in me. Credo che sia amore. Comunque, dato che non la conosco affatto bene (anzi quasi per nulla) credo che comincerò col parlarle di tanto in tanto, e aspetterò prima di rivelarle il mio amore. Voi cosa mi consigliate di fare? vi ringrazio in anticipo per l'aiuto prezioso. Laura

 

Cara Laura, è bello che tu abbia la possibilità di avere due genitori aperti ed accoglienti. Puoi iniziare a parlarne ricordando loro che vuoi essere sincera con loro e che il tuo rapporto con i ragazzi era più fraterno mentre con le ragazze senti qualcosa di diverso. Loro lo potranno anche considerare uno smarrimento ma per te è quello che senti, che non è passeggero, è un desiderio intenso e vuoi vivere l'amore con le ragazze. Riguardo alla dichiarazione alla ragazza, le lettera anonime sono certo un mezzo indiretto, puoi iniziare e sondare il terreno e valutare se il tuo amore è corrisposto e di quale natura si tratti. Di fronte ad una rivelazione di amore, le persone in genere apprezzano perchè magari si sentono lusingate  ma non è detto che provino lo stesso sentimento che provi tu.

ti ringraziamo per averci contattato e per i complimenti.

in bocca al lupo


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