Storie di famiglie

Qui di seguito troverai le storie di persone che hanno saputo che un loro familiare o un loro amico è omosessuale. Hanno deciso di condividere le loro emozioni. A volte hanno provato dispiacere, vergogna, senso di colpa, imbarazzo ma nella maggior parte dei casi ha prevalso l'affetto e l'amore della famiglia. Qui troverai anche le storie di persone omosessuali che raccontano la loro esperienza nella famiglia di origine.

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Storia di Alessia

Salve a tutti, mi chiamo Alessia, sono una donna di trent'anni e scrivo da Firenze. Scrivo perchè Vorrei chiedere consiglio a qualcuno, ho una figlia di cinque anni, una bellissima bambina di nome Grazziella, e ogni giorno che passa mi convinco sempre più che mia figlia sia una trans. Ho cominciato a notare strani atteggiamenti già da quando aveva tre anni perchè preferisce di gran lunga le macchinine, credevo fosse semplicemente un gusto, ma non passa mai! ora vedo che mentre le sue coetanee femmine giocano a prendere il thè o con le bambole, lei vuole giocare a calcio con i suoi coetanei maschi... ogni volta che voglio metterle una gonna strilla piange e mi morde! e quella sola volta in cui sono riuscita a convinverla, le sue maestre mi hanno detto che ha passato tutta la giornata sul banco, si vergognava. Per questo in me sorgono dubbi, spero sempre di essere io ad essere una mamma paranoica... ma mia figlia odia tutto ciò che è femminile... non gliene frega niente di avere le treccine, bambole, e come vi ho già detto: guai ad imporle gonne o indumenti rosa. Una volta all'asilo, la mestra aveva fatto fare ai bambini un gioco del "che nome ti piacerebbe avere?" in cui tutti dicevano un nome alternativo a loro piacimento, e dovevano fare finta di avere quello! lei ha detto che voleva chiamarsi Rino Gattuso, come un famoso personaggio del calcio di serie A che lei guarda sempre con mio marito! tutti i suoi compgni l'hanno presa in giro e chiamata "Maschio" e lei ha fatto un occhio nero e un graffio a un suo compagno. A proposito di mio marito, lui dice che non mi devo preoccupare e che è semplicemente fatta così! anche le maestre mi dicono di lasciare che il tempo passi e di non preoccuparmi... ma la verità è che io lo sento... lo sento dentro che mia figlia è una trans, questa cosa non passerà... che angosca che provo... aiuto!!

 

Cara Alessia,

non è possibile dire se Graziella sia transessuale dagli elementi che fornisce. Viene definito transessuale FtM (female to male, da femmina a maschio) una femmina che ha una percezione di sé come maschio. Sua figlia preferisce soltanto un certo tipo di giochi e, da quanto dice, non soffre del fatto che si sente un maschio intrappolato in un corpo di femmina. Il fatto che un bambino preferisca i giochi dell'altro sesso non deve essere considerato un disturbo psichico e non predice né l'orientamento sessuale né il transessualismo. Le ragioni per cui sua figlia si comporta in un certo modo possono essere infinite. Mi colpisce che lei interpreta il rifiuto della gonna come segno della transessulità di sua figlia - è possibile che sia un po' suggestionata anche dai recenti fatti di cronaca? - e non la colpisce il senso di vergogna di sua figlia serrata dietro al banco per il fatto che porta una gonna. Quel senso di vergogna da dove nasce? Se ascolta Graziella senza giudicarla, potrebbe scoprire il senso del comportamento di sua figlia. Valuti anche l'opportunità di rivolgersi a un professionista per sciogliere i suoi dubbi, approfondendo la situazione.

Mi dispiace sapere che è così allarmata, in questo modo immagino che perda il piacere di stare con sua figlia e di conoscerla per quello che è, una persona unica e diversa da tutte le altre. Non dimentichi che lei ha un compito importante, Alessia: quello di fortificare sua figlia, di lasciarla libera di esprimersi, di occuparsi del suo stato d'animo e di comprenderlo senza giudicarla. So che ogni genitore nutre delle aspettative nei confronti del proprio figlio, questo è comprensibile. Ma il suo compito più ambizioso è quello di capire che le sue aspettative possono essere anche molto lontane dalla realtà di Graziella, che merita di essere amata per quello che è; il suo compito più ambizioso è quello di crescere sua figlia consentendole lo sviluppo della fiducia in se stessa, in modo tale che un giorno Graziella vada per la sua strada (eterosessuale, omosessuale o transessuale che sia), piena di gratitudine per lei, che l'ha cresciuta rispettandola.

Un carissimo augurio,

dott. Enrico de Sanctis

Blog:  http://psicologo-milano.blogspot.com

Sito: www.enricodesanctis.it 

 


Storia di Vanne

io volevo rispondere alla signora Paola che, nella seconda pagina, racconta di avere un figlio di sette anni palesemente omosessuale, e spero che pubblicherete ciò che scriverò perchè lei possa leggerlo. Cara signora Paola, innanzitutto vorrei dirle che lei è una madre ammirevole, ma quello che le aspetta non è facile! io sono un adolescente gay e la mia vita non è di certo rie e fiori. Comunque penso che se lei starà vicino a suo figlio lui avrà la forza di superare tutti i pregiudizi e le prese in giro che lo attendono, perchè saprà sempre che sua madre potrà essere fiera di lui e della sua forza di volontà. Sinceramente, per quanto sia difficile il consiglio che sto per darle, credo che sia il più giusto: se il piccolo (non so il suo nome) desidera una bambola piuttosto che una macchinina! lei li dia la bambola! i bambini vedono un giocattolo, lo desiderano ed esprimono il desiderio al proprio genitore, che senso ha darli una cosa che lui non desidera come un giocattolo maschile? a renderlo infelice perchè non ha quello che voleva. La stessa cosa vale per il vestito di carnevale, se lui vuole vestirsi da principessa piuttosto che da fatina... che senso ha farlo vestire da qualcos'altro? suo figlio non avrà un bel ricordo di quel carnevale... forse poi non ha più pensato al vestito ma si è concentrato sul divertimento ed è stato ugualmente felice, ma lui non era così che voleva vestirsi! dunque perchè obbligarlo a farlo? forse perchè così ha una speranza in più d farsi degli amici? ma quali sono i veri amici? sono forse quelli che ti obbligano ad essere come devi essere? o quelli che ti accettano per come sei? la risposta mi pare scontata. Con questo discorso ovviamente non dico che suo figlio ora deve vestirsi come una bambina ogni giorno della sua vita, ma in un giorno di festa, vogliamo concederli un attimo di libertà? probabilmente lo avrebbero preso in giro, ma lui si sarebbe sentito libero, con il vestito di merlino invece, bloccato dietro una maschera che non lo rappresenta. Voglio dirle un ultima cosa, probabilmente se invece di me ora le scrivesse un ragazzo eterosessuale le direbbe le cose opposte, di far di tutto perchè suo figlio cresca come gli altri maschi, ma se lei facesse così... il piccolo sarebbe un bambino felice??

 


Storia di CLAUDIA 70

Gentile Dott. De Sanctis, grazie innanzitutto per la sua risposta in merito alla mia relazione con questa donna sposata,e della quale il marito è venuto a conoscenza.Lei mi chiede cosa ci ha fatte restare amanti segrete? Le posso dire,da parte della mia donna, lei non ha mai manifestato di volere lasciare la famiglia per me.Nonostante poi i nostri sentimenti siano cresciuti fino ad innamorarci seriamente.Lei ha voluto rimanere in segreto appunto per la famiglia e le figlie.Ma nello stesso tempo mi ha invitata a casa e fatto conoscere la sua famiglia,quasi inconsciamente volesse che il tutto venisse fuori. Da parte mia c'è stato un difficile percorso che mi ha portata a scoprire e poi accettare la mia omosessualità.E il restare un amante segreta,ha sicuramente facilitato il mio espormi il meno possibile coi miei familiari.Solo questa storia che ,sento sta finendo, mi ha dato la forza di riparlarne a mia madre,che mi ha rifiutata e mi ha urlato il suo disprezzo quando ha scoperto la mia omosessulità.E per la prima volta ho affermato il mio diritto di essere me stessa,e accettato il suo di non capire e di non accettarmi così come sono.E finalmente ne ho riparlato con mia sorella,con suo marito.Insomma,con le persone + care.Perchè ho sentito l'esigenza di allargare il discorso non solo alle amiche,ma ai familiari.Perchè ho sentito la necessità di definirmi. La mia lei è confusa,piena di dolore e in forte difficoltà per un matrimonio ventennale che sta franando.Non sono la sua prima esperienza omosessuale per lei.Sente il dovere di tentare di salvare il matrimonio,e di proteggere le figlie.Dice che mi ama, che si sente travolta anche dalla passione che non le permette di ragionare lucidamente.E che ha bisogno di una mia lontananza, di un mio non cercarla e pressarla,dal momento che già vive un inferno in casa.Certo,ora sta a lei, o al marito ,prendere una decisione.Io sono impotente in questo.Le ho solo manifestato e sottolineato l'importanza dei miei sentimenti per lei e la mia disponibilità ad aspettarla, ma certo non per un tempo illimitato.Purtroppo mi rendo conto che sarà un percorso lungo, non credo sia semplice prendere una decisione equilibrata in questo momento per lei.Ha ripreso l'analisi lasciata molti anni fa, per interrogarsi su cosa vuole. Io aspetto, e cerco di andare avanti nella mia vita,anche se in questo momento mi sento sofferente,triste,spossata e impaurita.....grazie,Claudia

 

Grazie a lei Claudia per le sue parole e per averci raccontato una parte importante della sua storia. Sono contento per lei che abbia potuto parlarne con lucidità e responsabilità di sé, senza nascondersi dietro false verità. Mi sembra che abbia in mano la situazione, nonostante sia difficile. Le rinnovo i miei auguri.

Dott. Enrico de Sanctis

Blog:  http://psicologo-milano.blogspot.com

Sito: www.enricodesanctis.it


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