Storie di famiglie
Qui di seguito troverai le storie di persone che hanno saputo che un loro familiare o un loro amico è omosessuale. Hanno deciso di condividere le loro emozioni. A volte hanno provato dispiacere, vergogna, senso di colpa, imbarazzo ma nella maggior parte dei casi ha prevalso l'affetto e l'amore della famiglia.
Qui troverai anche le storie di persone omosessuali che raccontano la loro esperienza nella famiglia di origine.
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Storia di Marco (2° parte)
salve, innanzitutto grazie per avermi risposto, i miei genitori sono buoni e con loro si può parlare liberamente, ma non accettano che sto con un ragazzo perchè non hanno mai immaginato fossi gay, e sognano di vedermi con una ragazza e che io li faccia diventare nonni, per il resto con loro è tutto ok! ma non riescono a mandare giù questa cosa perchè accettarla significa accettare che non mi vedranno sposato e con figli, era la loro mi glior aspettativa nei miei riguardi.
Grazie a te, Marco, per aver voluto condividere con noi la tua esperienza.
dott. Enrico de Sanctis
Psicologo-Psicoterapeuta
Sito: www.enricodesanctis.it
Blog: http://psicologo-milano.blogspot.com
Storia di Marco (1° parte)
salve, vorrei consiglio! ho un fidanzato lo amo molto, io ho vent'anni, mio padre e mia madre lo sanno ma non accettano, dicono che non riescono. Datemi un consiglio per favore... come li convinco?
Caro Marco,
immagino che tu abbia già parlato con i tuoi genitori, spiegandogli che l'amore omosessuale è uguale a quello eterosessuale e che il problema non sei tu, ma la cultura che impone un modello centrato sull'eterosessualità. Puoi far leggere loro molti testi sull'argomento, anche articoli scientifici che specificano la normalità dell'omosessualità; puoi fargli vedere alcuni film, puoi metterli in contatto con altri genitori attraverso la sede dell'AGEDO a te più vicina o anche consigliargli di fare una chiacchierata con uno psicoterapeuta.
Puoi anche mostrare loro la mail che ci hai scritto, Marco, e forse questo potrebbe essere un momento di condivisione importante. Potresti dire ai tuoi genitori quello che provi sia come omosessuale sia come figlio. Come omosessuale, oltre a spiegargli che cos'è l'orientamento sessuale e a dirgli che l'omosessualità è una condizione assolutamente normale dell'essere umano, puoi condividere con loro la tua fatica a vivere in un mondo omofobico; anche tu sai cosa stanno provando loro e, in questo modo, si sentiranno capiti da te, sentiranno che il loro disagio non è tanto assurdo, ma comprensibile, per quanto vada superato dato che si fonda su false convinzioni socio-culturali. Come figlio puoi dirgli quanto ci tieni a loro e alla loro opinione, al loro amore; se ti va, puoi dirgli quanto ti senti solo, magari colpevole, immagino arrabbiato e deluso dalla loro reazione, che da una parte puoi capire, ma fino a un certo punto. Anche loro, infatti, se ti vogliono bene come tu sembri volergliene, non possono non disporsi a comprenderti, a starti vicino e ad affrontare i loro vissuti, arrivando a capire il senso delle cose e a ritrovare un po' di pace tra di voi.
Proprio a quest'ultimo riguardo, ci tengo a ricordarti che tu non sei soltanto omosessuale e non sei soltanto figlio. Marco, ormai tu sei anche un giovane uomo, che non deve convincere nessuno del fatto che tu vai bene così come sei. Non dipende da te cosa gli altri pensano della tua omosessualità e se alzano un muro troppo grande e non vogliono saperne, tu non puoi farci niente, anche se può farti tanto male e vorresti che non fosse così. Non sei tu quello sbagliato. Anche gli altri devono conquistarsi la tua fiducia, devono meritarla e dimostrarti che ti vogliono bene, non puoi essere tu a doverli convincere che esisti e sei amabile, e che non hai fatto niente di male; in una qualsiasi relazione, soprattutto se intima, la fiducia bisogna conquistarsela reciprocamente.
Io non conosco la tua storia né la tua famiglia. Condividere con i tuoi genitori tutto questo spero sia possibile, anche se magari potrebbe non essere semplice, potrebbero volerci un po' di tempo e pazienza. Nelle famiglie spesso manca il dialogo purtroppo, mancano il confronto e la voglia di convivere in armonia, ognuno essendo se stesso com'è normale e giusto che sia. Ti auguro di riuscire ad aiutarli a capire cosa vuol dire l'omosessualità, ma anche cosa vuol dire per te avere l'affetto e il sostegno familiare, la possibilità di condividere qualcosa che ti riguarda così da vicino e profondamente, di condividerlo insieme.
I miei più cari auguri,
dott. Enrico de Sanctis
Psicologo-Psicoterapeuta
Sito: www.enricodesanctis.it
Blog: http://psicologo-milano.blogspot.com
Storia di fratellomax
Ciao a tutti e auguri di buon anno... Vi scrivo perchè da tempo vivo una situazione difficile che riguarda me e le relazioni con il mondo esterno...Probabilmente,deriva dalla difficoltà che ho nel vivere la mia omosessualità con leggerezza e serenità. Poco meno di 2 anni fà ho fatto coming out in famiglia perchè avvertivo il desiderio di condividere con i miei familiari questo aspetto importante della mia personalità. La mia volontà nel rivelarmi per quello che sono realmente, scaturisce da un'esigenza di vivere i rapporti con sincerità senza bugie o false aspettative specie con i miei genitori i quali, inizialmente hanno mostrato interesse nell'aiutarmi e comprendere le mie innumerevoli difficoltà ma, tutti i buoni propositi col tempo,hanno avuto esito negativo e ad oggi mi sento ancora + svilito e depresso di quando vivevo nell'anonimato. In questi 2 anni,ho sperato tanto che le cose potessero cambiare, ho ascoltato i loro consigli, ho incontrato vari psicologi ed una sessuloga che non hanno fatto altro che ribadire il concetto:l'omosessualità è contro Dio e la moralecomune.Probabilmente,l'obiettivo dei miei genitori (comune a tanti) era quello di riportarmi sulla retta via dell'eterosessualità, pensando a me come a un problema da risolvere. E' passato tanto tempo dall'ultima seduta e in famiglia non si dialoga quasi più.Capisco la difficoltà nell'affrontare certi argomenti ma, non accetto l'indifferenza e la presunzione che hanno nel volermi vedere sereno, quando sono i primi loro a negarmi serenità. Tutto questo però, ha provocato ulteriori prolemi...Ho cercato la serenità e la voglia di vivere in ambiti poco puliti,ho dimenticato e messo da parte i miei amici ed ora mi sento tanto solo e depresso. La mia ex fidanzata sa di me e vorrei tanto aprirmi con altre persone che reputo serie e leali ma, ho paura di non fare la cosa giusta. Contavo su mia sorella(mia coetanea) che più da tutti conosce le mie ansie e le mie preoccupazioni ed invece,risulta essere la persona che mi bastona più di tutti anche in presenza dei nostri genitori... Confido in una vostra risposta e se conoscete associazioni vicino Brindisi per un aiuto diretto vi prego di comunicarmelo. Un saluto e un grazie infinito per il lavoro che fate.
Caro fratellomax,
come lei, anch'io credo indispensabile poter vivere il proprio orientamento sessuale apertamente, condividendo la propria vita con gli altri, sentendosi riconosciuti dagli altri. Da quanto dice, sembra che la sua fiducia ad aprirsi non sia stata ripagata. Mi dispiace molto, immagino il senso di ingiustizia e di solitudine che ora sta vivendo. Sugli psicologi e la sessuologa secondo i quali "l'omosessualità è contro Dio e la morale comune" rimando a un'intervista che mi hanno fatto proprio a questo proposito, in cui tento di spiegare che l'omosessualità non è una malattia e che i professionisti cattolici del settore devono nutrire un sentimento laico se vogliono fare questo lavoro rispettando il paziente. Insomma, che sia chiaro, lei non c'entra. Sono contento di sentire che lei è combattivo e di sapere che desidera incontrare persone con le quali confrontarsi e stabilire un legame autentico. A questo proposito provi a contattatare l' Arcigay di Bari, scrivendo una mail a Flavio a questo indirizzo: arcigaybari@gmail.com. So che non è dietro l'angolo, ma potrebbe essere un'occasione prendere i contatti con questa associazione, anche perché diverse persone di Brindisi la frequentano.
Un caro saluto,
dott. Enrico de Sanctis Psicologo-Psicoterapeuta
Blog: http://psicologo-milano.blogspot.com
Sito: www.enricodesanctis.it
