Storie di famiglie
Qui di seguito troverai le storie di persone che hanno saputo che un loro familiare o un loro amico è omosessuale. Hanno deciso di condividere le loro emozioni. A volte hanno provato dispiacere, vergogna, senso di colpa, imbarazzo ma nella maggior parte dei casi ha prevalso l'affetto e l'amore della famiglia.
Qui troverai anche le storie di persone omosessuali che raccontano la loro esperienza nella famiglia di origine.
RACCONTA ANCHE TU LA TUA STORIA
Storia di Valeria
Ciao! sono una ragazza di 20 anni, vivo a Parma, nn ho letto le altre storie, ma per quello che so, e per quello che vedo e mi circonda so che nn tutte le famiglie accettano l'omosessualità dei propri figli! Io però, per mia fortuna, ho una famiglia che mi accetta! Ha sempre accettato fin da subito la mia omosessualità, volevo quindi testimoniare che nn tutte le famiglie reagiscono male! Anche se sono molte, secondo me e bello parlare delle famiglie che accettano così bene la l'orientamento sessuale della/del proprio figlia/o. Vi ringrazio per l'opportunità datami.
Un saluto a tutti.
Valeria
Storia di audrey
un mio carissimo amico mi ha detto che ha scoperto che suo figlio è gay lui non trova le parole per parlargli sua moglie è una donna con molti pregiudizi lei lo insulta di nascosto questo mio amico ha chiesto a me il sostegno ma non so cosa dirgli aiutatelo grazie.
Risposta della redazione: come possiamo fare? ci lasci una email o segnali a lui il nostro sito.
Storia di Ornella
Sono quasi due anni che ho scoperto che Andrea, mio figlio, è gay. Non lo immaginavo nè lo sospettavo minimamente anche perchè, essendo un bel ragazzo, aveva sempre un nugolo di ragazze che gli giravano intorno. Finito il liceo però era cambiato, sempre più chiuso in famiglia, aveva iniziato poi a frequentare le discoteche, stare fuori a dormire, era sempre di cattivo umore. Io e mio marito eravamo molto preoccupati, pensavamo che si stesse drogando o che qualche cattiva compagnia lo avesse trascinato in chissà quali storie. Mi sono messa a cercare tra le sue cose, rovistare nei suoi cassetti....ed ho trovato delle lettere, delle foto.....è come se mi avessero strappato il cuore! Non potevo crederci, sono caduta in una disperazione profonda e gli ho gridato in faccia tutta la mia rabbia e il mio dolore. Non conoscevo più que figlio che avevo tirato grande, era come se davanti a me ci fosse un estraneo! Gli ho detto che era una cosa "contronatura"e che forse si poteva ancora rimediare, andare da qualcuno che potesse aiutarlo e ritrovare se stesso, che forse stava passando un periodo di confusione sessuale! sono passati due anni ma e come se ne fossero passati venti da allora: La confusa ero io Andrea sapeva benissimo quello che era ma io ero troppo egoista da acorgemene, pensavo solo al mio dolore, alla mia delusione io, io, e solo io! Poi pian piano mi sono riappropriata della mia maternità, quel ragazzo che avevo davani agli occhi era MIO FIGLIO, lo stesso figlio al quale avevo insegnato le prime parole, accudito, accompagnato, ninnato...che mostro ero diventata! Adesso le cose vanno un pò meglio, io sono cambiata o meglio ho buttato alle ortiche i pregiudizi, ma il male che gli ho fatto, quello non me lo perdono, Andrea fa ancora fatica a raccontarmi delle sue storie anche se ultimamente mi ha detto che è insieme a un ragazzo, che è innamorato ...io sono felicissima ma non me lo ha ancora fatto conoscere perchè dice si vergogna un pò. Ci vorrà molto tempo ancora penso prima che Andrea si fidi ancora di me, io non ho fretta anche se non vedo l'ora di conoscere il suo ragazzo e partecipare un pò alla loro vita, alla loro storia. Aspetterò come è giusto che sia, l'ho deluso troppo è questa è una ferita che mi porterò per sempre nel cuore, non aver saputo accogliere con amore come è giusto che un genitore faccia la partcolarità di mio figlio.
