Storie di famiglie
Qui di seguito troverai le storie di persone che hanno saputo che un loro familiare o un loro amico è omosessuale. Hanno deciso di condividere le loro emozioni. A volte hanno provato dispiacere, vergogna, senso di colpa, imbarazzo ma nella maggior parte dei casi ha prevalso l'affetto e l'amore della famiglia.
Qui troverai anche le storie di persone omosessuali che raccontano la loro esperienza nella famiglia di origine.
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Storia di Ragazza Anonima
Ciao a tutti e complimenti per il sito, avrei bisogno di qualche consiglio.Ho 34 anni sono single e sto con una donna sposata con figli.E' un po' che siamo in crisi, io vorrei che lei mollasse il marito per venire a stare con me, lei non se la sente di fare tutto questo visto le tante crisi che ci sono tra noi e i momenti di grande dolore. Tanti anni fa era propio lei che voleva mollare tutto e io non ho voluto per via dei figli che tra l'altro mi adorano e io mi sento un verme nei loro confronti. Ma che colpa ne abbiamo se ci siamo innamorate, possibile che si debba soffrire così tanto. E' una storia che va avanti da 10 anni, lei con il marito non ha piu' rapporti diciamo, anche perchè io non tollero questa cosa.. Per poter stare assieme dobbiamo sempre aspettare il momento giusto, vorrei poterla baciare,accarezzare davanti a tutti ma non posso. Le cose sono due: mollarla ma la amo troppo, oppure stare così e sopportare tutto questo.Stiamo così bene assieme che dobbiamo soffrire da pazze...
Cara Ragazza Anonima,
comprendiamo bene il tuo disagio, le tue parole trasmettono le emozioni che stai provando e che si sovrappongono ad un profondo sentimento di amore verso la tua compagna. I momenti di dolore e il vostro periodo di crisi che ci racconti si stanno aggiungendo ad una situazione già complessa in cui vi trovate a vivere. Il vostro rapporto dura da molto tempo e comprendiamo la difficoltà che stai incontrando. Ti auguriamo di ritrovare la felicità e la serenità.
dott. Andrea Norcini Pala, dott. Luca Pietrantoni
Storia di Mauro
Siciliano, 28 anni. All'età di 21 anni, per la prima volta, mi pongo la fatidica domanda: "Maurizio, ma a te piacciono i ragazzi?" Senza più negare a me stesso, sebbene inconsciamente, mi rispondo di sì. Da quel momento accetto di essere quanto meno "bisessuale". Dopo un paio di mesi una sera guardo un talk-show in televisione e assisto alla storia di un ragazzo di Palermo, la sua omosessualità, il rapporto con la madre e la famiglia, la sua fuga verso il nord... Mi identifico a tal punto in quel ragazzo che, senza un attimo di esitazione, dico a me stesso: "Maurizio, tu non sei bisessuale, tu sei gay". Nessun problema, anzi una sensazione di liberazione e di maggiore consapevolezza. Dopo un po' inizio a scoprire come tanti dei miei amici più stretti fossero in realtà gay o lesbiche... Fantastico... e fortuantissimo. Inizio a dichiararmi con la maggior parte delle persone a me più care, ma non riesco ad affrontare i miei genitori, lo scoglio più duro. Non so perché ma, stranamente, inizio a decidere di affrontare per primo mio padre. Gli lascio dei segnali, delle tracce, come dei film a tematica omo, delle tracce sulla cronologia del PC di siti gay (ma non pornografici) ecc... Dopo un po', mentre una volta eravamo in macchina insieme da soli, mi fa un discorso stupendo, di grande maturità. Mi parla del rischio delle malattie, dell'importanza delle precauzioni, ma mi invita a seguire il mio cuore, vivendo con discrezione e sempre con la testa sulle spalle. Resto impietrito, non ho parole... Dopo due giorni gli scrivo una lettera in cui, dalla a alla z, gli racconto 28 anni di vita, paure e gioie, timori e speranze, tutto tutto tutto. Nulla è cambiato nel nostro rapporto, anzi, mi aiuterà a far sapere la cosa nel migliore dei modi anche a mia madre... Mio padre è un grande uomo!!!
Storia di gaxema
Circa una settimana fa sono tornata a casa dopo la solita uscita con le mie amiche, aprendo la mia stanza l'ho trovata devastata e recandomi verso il mio letto, ho trovato la lettera della mia ragazza aperta e posta sopra il mio cuscino.
I miei si erano permessi di frugare dappertutto, avevano violato la mia privacy senza ritegno, un momento di sconforto e disperazione mi ha assalita.
Quella notte non ho chiuso occhio immaginando che da un momento all'altro o mio padre o mia madre sarebbero entrati in stanza ad urlarmi contro, ma così non è stato.
La mattina successiva ho ricevuto una chiamata da mia madre che chiedeva esplicitamente se ero omosessuale, le ho risposto di sì e mi ha chiuso il telefono in faccia.
Da quel giorno vivo in un incubo continuo, dicono che non accettano la mia omosessualità, che devo ritornare "normale" se voglio continuare a vivere in casa loro, che devo chiudere tutti i contatti, che devo andare addirittura da un neurologo, che c'è qualcosa che non va in me.
Cerco ogni giorno di instaurare con loro un dialogo ma è come parlare con un muro, mi ridono in faccia e continuano a ribadire che sono sbagliata, che non ho futuro, che mi sto distruggendo la vita, che ho solo creato problemi.
I problemi ci sono stati è vero, ma da cosa sono scaturiti?
So di essere omosessuale da sempre ma ci ho messo anni per accettarmi, sono passata dalla depressione all'alcolismo e ora che sono fuori vogliono ributtarmi nel baratro.
Non ci riesco, non sono più in grado di lottare, sono stanca già a 23 anni.
Voglio una vita mia, una vita da ragazza libera di amare e di essere amata dalla propria donna senza alcun pregiudizio, vorrei accanto a me la mia famiglia ma so che non sarà così.
Cara utente,
sei di fronte ad una situazione che è difficile e stressante, la violazione della propria intimità e la reazione dei propri genitori alla scoperta della tua omosessualità ti stanno lasciando senza forze. Il percorso che può portare i tuoi genitori ad accettare la tua omosessualità richiede molta forza e pazienza, non mollare e cerca di tenere sempre ben in mente che il tuo benessere è fondamentale.
Comprendiamo la difficile situazione che stai vivendo e ti inviamo i nostri migliori auguri.
Cordialmente
Dott. Andrea Norcini Pala dott. Luca Pietrantoni
