Storie di famiglie

Qui di seguito troverai le storie di persone che hanno saputo che un loro familiare o un loro amico è omosessuale. Hanno deciso di condividere le loro emozioni. A volte hanno provato dispiacere, vergogna, senso di colpa, imbarazzo ma nella maggior parte dei casi ha prevalso l'affetto e l'amore della famiglia. Qui troverai anche le storie di persone omosessuali che raccontano la loro esperienza nella famiglia di origine.

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Storia di saints

E' proprio vero che quando leggi la storia di qualcuno che vive o ha vissuto nella tua stessa situazione sembra di riversi nella propria solitudine, tristezza chiusi in una sfera di paura su come reagirà la famiglia se ancora sarai accettato da amici, colleghi e da tutte le persone con cui ogni giorno entri in contatto.

La mia di storia è un baratro di infelicità, venni abbandonato in un ospedale ancora piccolo e di seguito trasferito in un centro per minori. La mia fortuna furono due persone splendide che mi adottarono, mi hanno cresciuto con molto amore e non mi hanno mai fatto mancare nulla. La mia tragedia è iniziata quando ancora giovane a 10 anni mi accorsi che qualcosa in mè non funzionava. il tempo passò è quando si usciva con gli amici loro a guardare le ragazze e io a guardare il tipo che le accompagnava o il figo di turno. Un giorno incontrai quello che io definisco l'orco cattivo che un pomeriggio d'estate si sfogo su di me. Fù una tragedia e inizia a barricarmi in me stesso, divenni ben presto sempre più triste e “cattivo” con tutti e di quel periodo mi è rimasto un pessimo carattere. Ho passato tutti gli esperti di psicologia, psicoterapeuti ecc, ma neanche loro hanno la bacchetta magica e non è servito a gran che se non a mettere in evidenza le doti del mio carattere che avevo represso nei meandri della mia personalità. Avevo molte amiche, tentai anche qualche maldestro approccio con le donne ma le eventuali storie sfumavano sempre in poco tempo. Rimasi ben presto solo e nella mia solitudine le cose peggiorarono fino a quando a 18 anni decisi di farla finita. Chi lo avrebbe mai detto a due splendidi genitori, che molti figli avrebbero voluto, che avevano adottato un bimbo che si sarebbe essere rivelato con tendenze omosessuali? Avevo preparato tutto nei minimi dettagli, mancava solo l'ultimo gesto e sarei sparito per sempre. Anche in questo però non riuscii, all'ultimo mi venne da pensare al dolore che avrei provocato a chi mi voleva in fin dei conti bene. Decisi di desistere da quel insano gesto e di non rivelare mai nulla del mio orientamento sessuale e ritornai alla solita doppia vita di bravo ragazzo. Gli anni passavano con relazioni saltuarie con uomini a volte molto più grandi di me. Un giorno incontrai una donna, a detta di tutti la donna perfetta per un matrimonio tutta casa e famiglia di cui mi persi letteralmente e pensai che forse mi ero sbagliato, da lei ho avuto due figli. Ora ho 32 anni, sono sposato da sette anni e più il tempo passa e più mi rendo conto di essere gay. In un certo senso ho peggiorato la mia situazione, vorrei urlarlo al mondo, dirlo a tutti quegli omofobi che mi girano attorno sparlando dei gay proprio con un gay, a volte la vita è strana, se solo sapessero sparirebbero in un attimo. Come poter abbandonare i miei figli, come comunicare a qualcuno del mio essere gay? Ho trovato il coraggio di raccontare tutto ad un'amica qualche tempo fa e lei mi sta in qualche modo vicina, quando mi devo sfogare vado da lei e parliamo. Per raccontarle tutto ho parlato per quattro ore filate, un record considerando che un mio discorso in genere è limitato a pochissime parole. Anche al lavoro qualche insinuazione è sorta, ma per ora me la sono sempre cavata con botte e risposte ormai collaudati. Prima o poi lo dovrò dire del mio orientamento sessuale e sarà l'ennesimo disastro annunciato. Tuttavia una vocina dentro di me mi dice che non dovrei dare nessuna spiegazione della mia vita privata personale, perché quello che faccio nel mio intimo sono solo affari miei e finchè non ledo qualcuno a nessuno deve importare nulla. Però quella santa donna si sentirebbe tradita dall'uomo che ha sposato e potrebbe pensare che in fondo non mi conosce, dirlo potrebbe comportare la perdita di tutto quello che ho di caro. Mi sono rivolto ad una vostra sede, ho trovato una signora gentilissima e disponibile, con la quale ho potuto parlare ed essere capito senza dover per forza dare spiegazioni, a volte imbarazzanti all'inverosimile, ma quando volevo andare di persona nel luogo dove si ritrovano mi sono bloccato a pochi passi dalla porta colto da improvviso panico. Ci riproverò. Ora penso ai miei figli, faccio sufficientemente schifo da avere una doppia vita da un tempo infinito e non mi resta altro che accettare dalla vita quello che essa mi saprà offrire in futuro.

Grazie per l'attenzione e scusate lo sfogo.

 

Quella che vi ho inviato ieri era una bozza inviata per errore. Se riterrete che la mia storia possa essere pubblicabile vi do il consenso per farlo. RISPOSTA DI AGEDO: grazie per aver condiviso la sua storia. Le risponderemo per email prima possibile. Cordiali saluti


Storia di Sofy

ho 16 anni e da quando ne avevo 12 circa, mi piacciono le ragazze. ho avuto varie cotte negli ultimi anni..alcune anche motlo forti..ma mai storie vere. finchè, 5 (quasi 6) mesi fa non mi misi cn S., una mia amica, anch'ella omosessuale. questi mesi insieme sono stati il periodo più intenso e bello della mia vita, e io la amo da impazzire. il problema sta nel fatto che nessuno della mia famiglia ha mai saputo della mia "diversità"..anche se qualche sospetto c'era, questo lo sapevo.. qualche giorno fa, mentre io domivo, le mie sorelle mi hanno preso il cellulare e hanno letto i messaggi (molto espliciti,poichè praticamente tutti della mia ragazza) e ovviamente sono corse a dire tutto a mia madre. alla mia famiglia lei non è mai piaciuta,ma non mi avevano mai davvero impedito di frequentarla (in veste di amica)..ma ora...ora che c sono le prove, che le ipotesi sono realtà, sono chiusa in casa col divieto di vederla e sentirla. non è finita. non poteva finire così. ci sentiamo ancora, di nascosto e progettiamo modi per vederci, perchè la web non basta. ufficialmente tra noi è finita. ufficiosamente la chiamo ancora Amore mio,solo mio. i miei genitori mi vogliono mandare dallo psicologo x cercare di "recuperarmi e fari tornare normale". mio padre dice che "avrebbe preferito sapere che sarei rimasta paralizzata a vita, piuttosto che questo". mia madre fino a ieri diceva "io accetterei se una mia figlia fosse lesbica, perchè se ne è sicura al 100%, l'importante è che sia felice lei". dicono che non potranno mai accettarlo non volevo lo scoprissero così..non doveva succedere ora..non ero, e non sono pronta per affrontarlo.. tutti mi dicono che dovrei scegliere la famiglia...e forse sarebbe la cosa migliore..la più facile di sicuro..ma come posso scegliere,quando questa scelta comporterebbe la perdita della cosa più importante della mia vita?..non ne ho la forza. speriamo che questo fantomatico psicologo possa aiutarci..perchè io così non ce la faccio. mi stanno uccidendo. e a farlo sono proprio le persone che dovrebbero aiutarmi ad andare avanti. LA amo. e continuerò a farlo. RISPOSTA DELLA REDAZIONE: Cara Sofy, la tua situazione attuale è veramente brutta. E' normale che ti senti sola e triste in un simile momento di crisi familiare. Però stai mostrando forza e sai che la tua ragazza ti è vicina in questo brutto momento. Vi amate e questo dimostra che non sei sola. I tuoi genitori sono molto aggressivi da quello che dici ma con buone probabilità la situazione si calmerà prossimamente. Non devi fare nessuna scelta. Essere lesbica non è una scelta. Non devi scegliere tra la famiglia e la tua ragazza. La tua famiglia ha il dovere giuridico e morale di proteggerti e non danneggiarti nella tua dignità umana. La strada che puoi percorrere è il dialogo e la comunicazione. Cerca di parlare apertamente con tuo padre e tua madre del fatto. Fai capire che sei la stessa figlia di prima, che non c'è niente di anormale e che le loro parole ti feriscono perché i genitori vogliono bene ai figli. Dì a loro che l'omosessualità non è un disturbo e che nessun psicologo li aiuterà a ritornare normale perché tu sei gia normale. Se i tuoi genitori continuano a impedirti di uscire e frequentare gli amici o ti abusano (offendono) verbalmente o fisicamente, sappi che in questi casi puoi chiedere aiuto alle associazioni che si occupano di violenza ai minori per denunciare alle autorità la tua situazione di isolamento forzato. L'AGEDO in questi casi ti può dare tutte le indicazioni che desiderti su persone che ti possono aiutare della tua zona.

Storia di Valeria

Ciao! sono una ragazza di 20 anni, vivo a Parma, nn ho letto le altre storie, ma per quello che so, e per quello che vedo e mi circonda so che nn tutte le famiglie accettano l'omosessualità dei propri figli! Io però, per mia fortuna, ho una famiglia che mi accetta! Ha sempre accettato fin da subito la mia omosessualità, volevo quindi testimoniare che nn tutte le famiglie reagiscono male! Anche se sono molte, secondo me e bello parlare delle famiglie che accettano così bene la l'orientamento sessuale della/del proprio figlia/o. Vi ringrazio per l'opportunità datami. Un saluto a tutti. Valeria

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