Domande e risposte per genitori di persone omosessuali
Qui di seguito troverai le più comuni domande che un genitore si pone nel momento in cui viene a conoscenza di un aspetto così delicato del figlio o della figlia.
Per prima cosa ti chiediamo di ricordarti che non sei da solo. Si stima che circa una famiglia su cinque abbia un famigliare gay, lesbica o bisessuale. Ricordati che è tuo figlio, che tu gli vuoi bene indipendentemente da quale sia il suo orientamento sessuale e che la cosa più importante in questo momento è preservare, e se possibile fortificare, il vostro rapporto. Per fare questo serve comprensione e, quando sarà il momento, accettazione.
Ma come può mia figlia essere così sicura di quello che dice? Non è solo una fase o è un modo di andare controcorrente?
Effettivamente la prima cosa che ci piacerebbe credere è che questa sia “solo una fase”. In questo modo il problema è potenzialmente annullato e nulla è veramente successo. Ma è molto più facile che ci venga in mente l’idea della “fase” in quanto viviamo in una contesto culturale che considera ancora l’omosessualità un problema o un aspetto indesiderabile. Ma pensiamo... è veramente ipotizzabile che una persona eterosessuale voglia vivere la sua vita come gay? Faremmo mai la domanda inversa “Ma caro, sei proprio sicuro di essere eterosessuale?”
Alcuni genitori preferirebbero semplicemente non sapere. Prima di tutto se questa potrebbe essere la soluzione migliore per loro, non bisogna dimenticare che lascerebbe il figlio in una condizione di falsità rispetto ai propri genitori. Ricordatevi che “dirlo” avviene dopo un lungo e faticoso processo; se vostra figlia o figlio ve lo ha detto o fatto capire significa che vuole avere un rapporto onesto con voi. Potrebbe anche avervelo detto Perché si sente solo ed ha bisogno di aiuto. I giovani omosessuali e lesbiche si sentono molto isolati a livello sociale ed emotivo.
Perché mia figlia ha aspettato così tanto tempo prima di dirmelo?
Non è facile ad un certo punto realizzare che non conosci tuo figlio così bene come pensavi. I ragazzi omosessuali hanno bisogno di parecchio tempo prima di capire in che cosa sono “diversi”. Il contesto poi non li aiuta e si sentono in qualche modo sbagliati o non previsti dalla società. Il fatto che ti abbia parlato della sua omosessualità dopo un lungo periodo non significa che voleva nasconderti qualcosa, ma che è arrivato il momento per lui o per lei di essere più aperto e onesto. Puoi considerarlo un segno di sicurezza in se stesso.
L’omosessualità è un comportamento anomalo o patologico?
Le organizzazioni psichiatriche e psicologiche di tutto il mondo occidentale considerano l’omosessualità una variante normale e naturale dell’orientamento sessuale. Oltre 30 anni fa l’Associazione Psichiatrica Americana ha derubricato l’omosessualità dalla lista dei disturbi mentali. Anche l’Organizzazione Mondiale dela Sanità non considera più l’omosessualità una malattia, nè un problema o una disfunzione. In Italia, l'Ordine Nazionale degli Psicologi considera in appropriato e inaccettabile dal punto di vista etico qualsiasi psicoterapia o intervento psicologico volto a discriminare gli utenti in base al loro orientemento sessuale (ad esempio, l'intervento dello psicologo per far "diventare" eterosessuale il proprio figlio omosessuale).
Perché mia figlia è omosessuale? Devo portarla dallo psicoterapeuta?
Anche se l’origine dell’orientamento sessuale è tuttora poco chiara , la maggioranza degli scienziati considera l’omosessualità (così come l’eterosessualità e la bisessualità) l’esito di fattori genetici ed ambientali. Le associazioni psicologiche non considerano l’omosessualità una disfunzione e non è previsto nessun trattamento psicoterapeutico volto a cambiare l’orientamento sessuale. Molti omosessuali e loro familiari quando affrontano insieme la crisi legata al coming out sentono il bisogno di rivolgersi a uno psicologo che li aiuti a ritrovare relazioni familiari positive e serene. Se senti il bisogno di rivolgerti ad un professionista della salute mentale puoi contattarci e ti daremo gli indirizzi dei professionisti che risiedono nella tua zona.
Ho sempre avuto amici gay, ma Perché non riesco ad accettare l’idea di un figlio omosessuale?
E’ normale provare questi sentimenti. Ci risulta più facile accettare qualcosa che non ci riguarda personalmente. Tutti noi siamo cresciuti in un ambiente in cui ci hanno detto che l’omosessualità è una caratteristica negativa se non disdicevole. E’ quindi normale che in qualche parte del nostro cervello ci siano ancora convinzioni ed emozioni negative rispetto all’omosessualità, anche se non ci piacciono.
Io ho accettato l’omosessualità di mia figlia, ma Perché la deve sempre ostentare?
Le persone omosessuali sono spesso rimproverate di ostentare la loro omosessualità. Quando tua figlia parla con gli amici della sua fidanzata, non sta ostentando la sua omosessualità, ma sta semplicemente parlando della sua vita sentimentale. Quando tua figlia dice di essere lesbica sul luogo di lavoro dopo che le hanno chiesto se ha un fidanzato, non sta ostentando la sua omosessualità, ma sta ribadendo la propria identità in un contesto in cui l’eterosessualità è data per scontata.
Mio figlio sarà discriminato?
Sfortunatamente questo è possibile. Tuttavia gli atteggiamenti verso l’omosessualità stanno cambiando; in molte scuole e luoghi di lavoro ci sono normative che scoraggiano la discriminazione verso le persone GLBT. Finchè l’omofobia persisterà, tuo figlio potrà incontrare qualche ostacolo. Sarebbe peggio tuttavia se incontrasse distanza e discriminazione anche all’interno della sua famiglia.
La mia religione mi dice che l’omosessualità è un disordine morale o una modalità innaturale di amare. Come mi comporto?
Per molti genitori questo è un momento critico rispetto ai propri valori. Ma la riconciliazione è possibile. Nonostante alcune religioni ancora condannino l’omosessualità considerandola contronatura o disordinata, vi sono moltissime organizzazioni religiose che credono che sia profondamente ingiusto discriminare o legittimare l’odio verso determinati gruppi sociali (http://www.we-are-church.org/it/).
Se hai bisogno di informazioni maggiori su questo argomento puoi contattarci. Sappi che in Italia esistono numerosi gruppi di gay e lesbiche credenti presso varie Chiese italiane e vi sono sempre più parrocchie con sacerdoti che accolgono i fedeli indipendentemente dall’orientamento sessuale di uno dei loro familiari. Per l'Emilia Romagna puoi contattare http://www.arcoparma.it/
